L'ambliopia
Per
ambliopia s'intende un occhio pigro, un occhio che pur essendo
anatomicamente normale non è capace di vedere bene malgrado la correzione
con gli occhiali.
La spiegazione di ciò è che l'occhio ambliope è meno sensibile della norma
perchè è stato utilizzato meno dell'altro occhio durante il periodo di
sviluppo (sono rare le ambliopie bilaterali). Poichè spesso soltanto un
occhio è "pigro" non è sempre facile accorgersi dell'ambliopia. Diciamo che
non sempre si riesce veder che un occhio non vede (il bambino utilizza
l'altro occhio!)
Per misurare l'acuità visiva dei bambini in età prescolare si utilizza il
metodo di Albini.
Le cause più comuni sono:
Lo strabismo che porta il cervello a trascurare l'occhio deviato,
"cancellando" le immagini che da esso gli arrivano.
I vizi di refrazione specialmente se di entità diversa nei due occhi in modo
da creare una visione "sbilanciata" e quindi a "preferire" l'occhio che
invia le immagini migliori.
Qualunque patologia oculare che impedisca una corretta messa a fuoco delle
immagini (es. Cataratta congenita, traumi oculari ecc.)
Tutte queste cause devono agire nei primi anni di vita per produrre
ambliopia e che anche l'efficacia dell'intervento medico è subordinata ad un
diagnosi precoce.
La terapia dell'ambliopia si basa sulla correzione di eventuali difetti
visivi (occhiali o lenti a contatto) e sulla cosiddette "penalizzazione"
temporanea dell'occhio sano utilizzando delle bende adesive o dei filtri
posti sull'occhiale. In pratica è un trucco per costringere il cervello a
servirsi dell'occhio ambliopico e di stimolare, di far sforzare l'occhio
pigro a rimettersi "in forma".
Ovviamente la terapia va eseguita sotto continuo controllo medico. Per le
forme associate ad altre patologie oculari la terapia sarà chiaramente più
complessa.
Conclusioni
La prevenzione dell'ambliopia si basa su una visita oculistica da eseguire:
Precocemente (anche appena nato) se c'è il sospetto di uno strabismo o di
problemi visivi o oculari.
Nel primo anno di vita in caso di familiarità per strabismo o difetti visivi
gravi.
A 3 anni di età in ogni caso per essere sicuri che la visione sia normale e
che si sviluppi correttamente.
Verso i 5-6 anni prima che gli occhi inizino l'attività scolastica!
I difetti di vista che hanno sino ad oggi trovato soluzioni negli occhiali e
nelle lenti a contatto, possono ora avere un’alternativa terapeutica
attraverso un trattamento effettuato con il ”laser ad eccimeri”. Tale
chirurgia refrattiva trova le applicazioni più vantaggiose quando, escluso
il semplice desiderio estetico di non portare una correzione ottica, vi
siano caratteristiche dei parametri oculari e dell’ambiente che impediscano
al paziente la capacita di utilizzo della vista al meglio. Tale intendimento
e più evidente nei forti difetti di vista che legano indissolubilmente il
paziente all’occhiale, nelle elevate differenze di refrazione tra un occhio
e 1’altro, specie dove non vi e tolleranza alle lenti a contatto, ed in
alcuni tipi di attività lavorative in cui i sussidi ottici creano innegabili
svantaggi. Va rilevato che ogni atto di chirurgia refrattiva, quale che sia
la tecnica adoperata, si rivolge alla risoluzione dei soli difetti di
refrazione, ma non modifica quelle patologie che possono essere associate al
difetto di vista. In altre parole, ad esempio, un miope con alterazioni
retiniche che cornpromettono parte della sua funzionalità visiva non può
sperare di vedere risolto questo problema da un intervento chirurgico a
scopo refrattivo, ne questo può costituire una ”assicurazione” verso
eventuali, possibili, successive complicanza retiniche. L’intervento mira
invece ad una riduzione del potere dell’occhiale o, nei casi più favorevoli,
alla sua completa eliminazione con diminuzione dei fastidi e delle
distorsioni che ad esso si accompagnano. Vengono utilizzate, a discrezione
del chirurgo, due tecniche di intervento: la cheratectomia refrattiva (PRK)
e lacheratectornia intrastromale (LASIK) con laser ad eccimeri.
PRK
Il laser ad ”eccimeri” e in grado di asportare tessuto in modo estremamente
fine (frazioni di millesimi di millimetro) con un riproducibilità non
raggiungibile da nessun altro mezzo. La correzione della ametropia viene
realizzata asportando gli strati superficiali della cornea (cheratectomia
superficiale) in modo da modificarne la curvatura. L’astigmatisrno e
1’ipermetropia sono per il momento trattabili con minori possibilità di
successo. Fattori estranei alla mano del chirurgo e alla precisione del
laser possono influenzare la guarigione e quindi il risultato, per cui non e
possibile fare una previsione assoluta circa la correzione ottica
raggiungibile. Modesti scostamenti dal risultato previsto sono pertanto
possibili e non debbono essere considerati come insuccessi. Nelle prime
settimane dopo 1’intervento, in alcuni pazienti si può manifestare una
ipermetropia transitoria di durata variabile (uno o due mesi) che in
particolare comporta una certa difficoltà nella messa a fuoco per vicino e
quindi nella lettura;. Il recupero visivo si ottiene dopo un certo periodo
di tempo (da uno a tre mesi, variabile a seconda dell’entità della rniopia
corretta) Come effetto secondario al trattamento laser possono insorgere,
opacità solitamente transitorie della cornea nell’ambito del processo di
cicatrizzazione. Queste opacità, che possono determinare iniziali riduzioni
della efficienza visiva, regrediscono generalmente in un arco di tempo che
oscilla intorno ai sei mesi, ma che può protrarsi anche oltre tale limite.
Alcune opacità, in genere non avvertite dal paziente, potranno essere
rilevabili clinicamente cioè da uno specialista anche a distanza di anni
dall’intervento. Allo stesso modo, nella prima fase post-operatoria può
verificarsi la comparsa di irregolarità della superficie corneale che
possono determinare temporanee riduzioni dell’acuita visiva e tendono o a
regredire con il tempo. Questo periodo può creare nel paziente una
momentanea e giustificata disillusione. E’ bene che egli sappia che la
cicatrice corneale e destinata generalmente a ridursi progressivamente e che
non dovrebbe costituire alla fine, ostacolo al raggiungimento di un
soddisfacente risultato. Altre difficoltà che accompagnano di frequente le
primissime fasi post-operatorie sono rappresentate dal dolore; questo,
unicamente alla sensazione di ”corpo estraneo” e di lacrimazione si
manifesta subito dopo il trattamento (con intensità variabile da persona a
persona), si protrae per 24-48 ore, ed e trattabile con analgesici. La
sensazione di abbagliamento che talora il paziente può avvertire, specie
notturno, e un disturbo abbastanza frequente, ma di solito molto ben
tollerato e generalmente regredisce in maniera più o meno completa nell’arco
di alcuni mesi e dopo che il trattamento sia stato eseguito in entrambi gli
occhi. La reattività post-operatoria e influenzabile in senso positivo dal
trattamento medico locale; e pertanto di importanza basilare seguire alla
lettera le prescrizioni del chirurgo che mirano appunto a guidare i processi
di guarigione per ottenere il risultato più soddisfacente. Nelle persone
nelle quali siano gia presenti le prime manifestazioni della presbiopia.
1’eliminazione completa del difetto rniopico comporterà la necessita di una
correzione ottica per vicino. Nei casi in cui 1’esigenza dell’intervento
fosse dettata dalla partecipazione a concorsi (carriere militari, brevetti
di volo, ... ) sarà premura dell’interessato informarsi circa le
caratteristiche visive richieste dal bando, non che della legittimità
dell’intervento stesso ai fini concorsuali. E’ bene infine che il paziente
sappia che in una piccola percentuale di casi si può rendere necessario un
ritrattamento laser o per ripulire la cornea dalle eventuali reazioni
cicatriziali intervenute o per migliorare il risultato refrattivo.
LASIK
La Lasik e una metodica che permette di correggere difetti refrattivi quali
la miopia ed anche 1’astigmatismo e 1’ipermetropia. Oltre a consentire un
recupero visivo completo gia in seconda o terza giornata ed una
prevedibilità del risultato refrattivo ottimale, da luogo solo raramente a
fenomeni di regressione. Il trattamento mediante laser ad eccimeri viene
praticato sulla superficie stromale (struttura intermedia della cornea) allo
scopo di rendere accessibile tale struttura e necessario praticare,
preliminarmente al trattamento con il laser ad eccimeri una sottile
incisione a lamella mediante uno strumento meccanico automatico: il
microcheratomo. Possiamo paragonare questo intervento chirurgico alla
apertura di un libro (azione di creazione della lamella corneale una parte
del microcheratomo), e alla estrazione di alcuni fogli sottostanti alla
copertina (azione del laser chiusura del libro (riposizionamento della
lamella. In rari casi può rendersi necessario apporre alcuni punti di sutura
temporanei. Durante alcune fasi dell’intervento e possibile che la visione,
da parte del paziente, risulti temporaneamente offuscata questo e un aspetto
del tutto normale che non deve preoccupare; la cooperazione del paziente che
deve assecondare le indicazioni impartite sia prima che durante 1’intervento
del chirurgo e indispensabile alla raggiungimento del risultato ottimale.
Talvolta il taglio lamellare può essere ritenuto dal chirurgo
qualitativamente non adeguato in questo caso e universalmente ritenuto più
opportuno riapporre la lamella e differire 1’intervento di un tempo
variabile a giudizio del chirurgo. La tecnica Lasik prevede la possibilità
di complicazioni specifiche dovute al malfunzionamento della strumentazione
che effettua la incisione a lamella, in tale rara eventualità, un taglio
irregolare può provocare una visione offuscata o con distorsioni. A distanza
di tempo e possibile che sia necessario un eventuale ritrattamento, a
giudizio del chirurgo per tentare di ridurre eventuali residui refrattivi e
o cicatriziali. Nella prima fase postoperatoria e sino a consiglio del
chirurgo il paziente deve assolutamente astenersi da qualsiasi manipolazione
della palpebra superiore ed inferiore e comunque attenersi alle indicazioni
ricevute dal chirurgo evitando terapie autoprescritte. Fattori estranei alla
mano del chirurgo e alla precisione del laser possono influenzare la
guarigione e quindi il risultato, per cui non e possibile fare una
previsione assoluta circa la correzione ottica raggiungibile. Modesti
scostamenti dal risultato previsto sono pertanto possibili e non debbono
essere considerati come insuccessi. Nella prima fase post-operatoria può
verificarsi la comparsa di irregolarità della superficie corneale che
possono determinare temporanee riduzioni dell’acuita visiva e tendono a
regredire con il tempo. Questo periodo può creare nel paziente una
momentanea e giustificata disillusione. La sensazione di abbagliamento che
talora il paziente può avvertire, specie notturno, e un disturbo abbastanza
frequente, ma di solito molto ben tollerato e generalmente regredisce in
maniera più o meno completa nell’arco di alcuni mesi. La reattività
post-operatoria e influenzabile in senso positivo dal trattamento medico
locale; e pertanto di importanza basilare seguire alla lettera le
prescrizioni del chirurgo che mirano appunto a guidare i processi di
guarigione per ottenere il risultato più soddisfacente. Nelle persone nelle
quali siano gia presenti le prime manifestazioni della presbiopia.
1’eliminazione completa del difetto miopico comporterà la necessita di una
correzione ottica per vicino. Nei casi in cui 1’esigenza dell’intervento
fosse dettata dalla partecipazione a concorsi (carriere militari, brevetti
di volo, ... ) sarà premura dell’interessato informarsi circa le
caratteristiche visive richieste dal bando, non che della legittimità
dell’intervento stesso ai fini concorsuali.
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