Il glaucoma
Nonostante il termine, questa malattia dell'occhio non è un tumore, ma una
condizione di aumento della consistenza del globo oculare, dovuto ad un
aumento della pressione esercitata dall'interno verso le sue pareti.
Tale situazione è determinata da un intasamento di alcune vie di scarico
verso l'esterno di un liquido (umore acqueo), che viene continuamente
prodotto nell'occhio.
Il glaucoma è più frequente dopo i 40 anni di età, ma esistono forme più
rare sia congenite (presenti già alla nascita) che giovanili (15-25 anni).
Questa temibile affezione, esclusi i casi acuti e quelli congeniti, non si
manifesta con disturbi evidenti per lungo tempo; questo comporta che, ancora
oggi, la diagnosi è effettuata quando la funzione visiva è gravemente ed
irreversibilmente compromessa.
L'unico modo per testare in tempo utile la condizione è sottoporsi ad una
visita oculistica che includa la misurazione della pressione oculare (tonometria
ad applanazione o a soffio). Se questa risulta sospetta (pressione 19-22
mmHg) o senza dubbio alterata (al di sopra dei valori precedenti), l'esame
del campo visivo con i moderni perimetri computerizzati consente, di
confermare la diagnosi nei casi sospetti e/o di sorvegliare le aree
lesionabili o già lesionate, ma non avvertite dal paziente.
Entrambe le metodiche sono ambulatoriali, non dolorose e non pericolose (non
richiedendo radiazioni o mezzi di contrasto).
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