Gli ipo vedenti
La parola ipovedente è entrata da poco
nel vocabolario italiano e la si trova casualmente per la prima volta
in un testo legislativo del 1984 (decreto ministeriale sulla fornitura
di protesi da parte del Servizio Sanitario Nazionale).
Attualmente è stata consacrata nella recente legge n.138
del 3 aprile 2001, che distingue tra:
-
"ipovedenti gravi":
- Sono coloro che hanno un visus compreso tra 1/20 e 1/10 oppure una
riduzione del campo visivo tra il 10% e il 30%;
-
"ipovedenti
medio-gravi":
- Sono coloro che hanno un visus compreso tra 1/10 e 2/10
oppure una riduzione del campo visivo tra il 30% e il 50%;
-
"ipovedenti lievi"
- Sono coloro che hanno un visus compreso tra 2/10 e 3/10 oppure una
riduzione del campo visivo tra il 50% e il 60%.
Dal punto di vista significato, l'espressione
"ipovedente" è sicuramente una miscelazione di due parole, risultando
dalla fusione di una parola greca e di una latina. Essa sta ad
indicare le persone che hanno grossi problemi di vista e che non
rientrano nel concetto di cecità assoluta.
Quindi per ipo vedenti, si intende
tutte quelle persone che hanno delle grosse problematiche visive.
In Italia si calcola che gli ipovedenti siano circa un
milione. Per la maggior parte si tratta di anziani che hanno subito
una diminuzione della loro capacità visiva in età adulta.
Anche molti giovani sono affetti da
malattie, che rientrano nell'ipo visione, che si distingue come
concetto, e come termine dalla cecità assoluta.
Le cause dell'ipo visione giovanile,
o di età avanzata, possono essere svariate, elevata miopia, albinismo, retinite pgmentosa,
uveite, cataratta,
etc. etc.
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