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La miopia
Il più comune dei vizi di rifrazione è rappresentato dalla MIOPIA, la quale
è dovuta al fatto che i raggi luminosi provenienti dall'ambiente esterno non
vengono messi a fuoco sulla retina ma al davanti di essa,per cui il soggetto
percepisce tali immagini in maniera sfuocata.
Molteplici possono essere le cause di miopia ma la più frequente è
rappresentata da un bulbo oculare più lungo del normale. Alla nascita il
bulbo oculare è lungo circa 17mm per per crescere progressivamente,arrivando
alla lunghezza normale (che è di circa 24mm) con la fine dello sviluppo
(verso i 18 anni). Basti sapere che un solo millimetro di lunghezza in più
comporta circa 3 Diottrie (i così detti gradi) di miopia.
La miopia può essere già presente alla nascita:si parla allora di MIOPIA
CONGENITA. Si tratta in genere di miopia di media entità (da 3 a 6 diottrie)
o di grave entità (oltre le 6),e spesso è associata ad altre malattie
oculari che complicano ulteriormente la situazione. L'acutezza visiva
CORRETTA può essere normale, ma spesso, per problemi legati a complicanze a
livello oculare,non supera i 6-7 decimi (che corrispondono alle righe che il
bambino riesce a leggere sull'OTTOTIPO cioè sul tabellone contente le
lettere dell' alfabeto).
Un'altra forma di miopia è la MIOPIA SEMPLICE, che insorge
nell'adolescenza,aumenta progressivamente,e si arresta con la crescita
corporea. In genere non supera le 6D ed il paziente ha un'acutezza visiva
normale.
Una grave forma di miopia è la MIOPIA DEGENERATIVA, la quale compare
precocemente, progredisce fino a tarda età e può raggiungere anche 25-30D.
Si accompagna sempre a gravi alterazioni della vista dovute sia ad
alterazioni riguardanti la retina o, piu' in generale, il fondo oculare, sia
al fatto che le lenti correttive molto spesse rimpiccioliscono molto le
immagini.
Un breve cenno meritano le MIOPIE TRANSITORIE, dovute a particolari medicine
o ad un trauma del bulbo oculare, o ad una iperglicemia molto forte, o -caso
più frequente- ad uno SPASMO ACCOMODATIVO che è provocato da una lettura
troppo intensa, non intervallata da periodi di riposo (stiamo parlando della
classica miopia dello studente).
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